Lasciamoli Vivere

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…E prima di lasciarli vivere, lasciamoli crescere. 

Sapete, ormai è iniziata la primavera. Tra alti e bassi (40 e poi subito 20 gradi che la bronchite è una di famiglia), tra maniche corte-maglioncini-cappotti-tute da neve, eccola qua la primavera. Si,io l’aspettavo, la mia stagione preferita ma non perchè mi piacciano i fiori: in realtà è la stagione più comoda per me, con un quasi quattrenne sempre scalzo, tendente ad abbassarsi i pantaloni ( anche in pubblico), soprannominato Taz dal celebre cartoon che ha come protagonista un vorticoso animale distruttivo.

Comunque, al primo giorno di sole, mio figlio armato di giocattoli da spiaggia, molla le scarpe e scende giù in spiaggia. Fa di tutto, corre, salta, raccoglie conchiglie, fa tutto quello che a mio parere un bambino dovrebbe fare e soprattutto fa la sua cosa preferita: sporcarsi. Io adoro guardarlo così: affaccendatissimo, come se stesse per compiere una missione, libero, senza quattro mura a tenerlo dentro, senza gli occhi puntati su un Ipad, senza quei suoni stupidi dei cartoni animati.

La cosa stupefacente è che molta gente lo vede e si stupisce: non so se sia sorpresa dalla sua incontenibile felicità o dal fatto che sia pieno di sabbia fin sopra la testa, ma si stupisce.

Ed io penso: è giusto sorprendersi nel vedere un bambino giocare nella natura o nel vedere un bambino che sa perfettamente usare uno smartphone?

Non vogliatemene, Mamme Tech, anche io do il mio cellulare al nano e lui sa utilizzarlo quasi quanto me, anche lui ha un tablet  personale con i giochi che più gli piacciono, ecc..  Io non sono mai stata contraria alla tecnologia, anzi mi auguro che un giorno mio figlio ne capisca più di me!! Ma oggi, sebbene sia più scomodo, preferisco vederlo agire che ipnotizzato di fronte ad una tv.

Lo sporco si pulisce, i vestiti si lavano, il suo sorriso poi scompare non appena si addormenta. Ed io, quando lo vedo dormire stanchissimo dopo una giornata di scatenato divertimento, mi sento soddisfatta e felice per lui.

Crescere non vuol dire soltanto imparare le buone maniere, stare composti a tavola e obbedire al comando.

“Lasciate che i bambini siano felici a modo loro, non esiste modo migliore.”

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Propongo di Ricordare…

 

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I giorni che mancano all’inizio del 2017 sono ormai pochissimi ed io come ogni anno mi sento dentro il desiderio di stilare una lista di buoni propositi.

Solo che quest’anno sento dentro una consapevolezza diversa, un bisogno diverso;lo scorso anno avevo messo a punto una lista corta ma molto importante per me, fatta di cose materiali, come imparare a cucinare. Insomma, cose per cui basta un pò di impegno affinché diventino reali. Ma come vi dicevo, quest’anno sento come una voce dentro che mi spinge a riflettere molto sulla mia vita, su quello che ho imparato, che spesso dimentico. Ecco quest’anno il mio unico proposito è NON DIMENTICARE.

 

Non dimenticare le cose veramente importanti: la famiglia, l’amore, i sogni. Non dimenticare che c’è una strada giusta da prendere per non perdersi.

Non dimenticare che mai come quest’anno mi è risultata limpida la guerra, le stragi in tutto il mondo. Non dimenticare che non esiste gente cattiva e gente buona, ma esistono le persone, che hanno pensieri, credenze, diritti e doveri. Tutte le persone, nessuno escluso.

Non dimenticare che gli errori insegnano sempre qualcosa e soprattutto non dimenticare quell’insegnamento lì, quello che segue uno sbaglio e non dimenticare che sbattere la testa non è poi così male se si è pronti a rialzarsi.

Non dimenticare chi c’è e chi c’è sempre stato nella mia vita, chi ha saputo aiutarmi, ascoltarmi, supportarmi. Non dimenticare chi mi ha capito, chi mi ha sorpreso, chi è arrivato inaspettato, chi mi ha dato qualcosa. Chi ha saputo sbattermi la verità in faccia senza giri di parole e senza giudicarmi e chi invece  crede di aver capito tutto e mi ha giudicata eccome. Chi merita e chi no.

Per questo 2017 propongo di non dimenticare nulla, le esperienze, le persone, i valori.

Che con le persone giuste accanto e le spalle forti, ogni anno sarà sempre più bello da affrontare.

Auguri,

M.

 

Amiche Mie 

Avevo tre o forse quattro anni quando conobbi un’amichetta molto simile a me. All’asilo, tra i banchetti e le sedioline, tu, con gli occhi verdi grandi e i boccoletti castani, eri la mia preferita. Sei andata via dopo una sola settimana e ancora ricordo l’immenso dispiacere perchè non ti avrei più potuto rivedere e questo forse era preannuncio di quello che sarebbe stato. Ti ho incontrata di nuovo infatti, alle scuole medie e da lì ha preso piede una delle più importanti amicizie della mia vita. 

Adesso anche mio figlio è all’asilo e rivedere quelle seggiole così piccole e quei colori sparsi tra giochi e disegni ha svegliato in me ricordi e sentimenti. Alla fin dei conti spero che anche mio figlio abbia la mia stessa fortuna. Quella di saper creare una vera amicizia nel corso degli anni. Perchè vedete, amiche mie, io alla storia della fortuna in amicizia non ci credo. In amicizia più che in qualsiasi altra relazione si COSTRUISCE. Passo dopo passo, anno dopo anno, conquista dopo conquista. Quei passi fatti di incertezze, di spalle su cui piangere il primo amore. Quegli anni fatti di esperienze e crescita. Quelle conquiste fatte di fiducia, rispetto ed lealtá.

Si perchè ormai, carissime mie sorelle, non rispettarvi mi è quasi impossibile. Fare a meno di voi mi è quasi impossibile. Voi che conoscete ogni mio pensiero, ogni gradino della mia vita, ogni emozione della mia esistenza. 

C’è quella che vuole sposarsi, l’altra che sta per diventare mamma, l’altra che in qualche modo mamma c’è sempre stata, un pò per tutte, quella insicura e paranoica, quella cazzuta e problematica!

Ed ognuna a modo suo mi ha dato un insegnamento di vita, un insegnamento sincero d’amore. Perchè quando non so che fare,che strada prendere o in quale muro sbattere la testa ognuna a suo modo ha qualcosa da dirmi, seppur sbagliata ma sincera. E quando c’è veritá nelle parole allora c’è amore. 

Amiche mie vi voglio bene. OVVIAMENTE vi voglio bene. Non posso che rassegnarmi a questo e affidarvi ogni più importante segreto della mia vita.

Amiche mie io ci sarò. E questa non è una promessa. È semmai una conseguenza del mio affetto nei vostri confronti. Perchè se anche sbaglierete e commetterete errori io non potrò che difendervi e sostenervi. Se cadrete, non potrò che darvi una mano per rialzarvi anzicchè guardarvi inerme.

Nel frattempo mi auguro che ciò che abbiamo costruito in questi anni continui a crescere e ad alimentarsi.

Perchè sulla durata non ho dubbi. La nostra amicizia durerá per sempre.

Con Amore, Martina.

Quando le parole fanno più di una sberla: ve lo racconto

Oggi,dopo pranzo:

“Mario aspetta dammi questo strofinaccio,è tutto bagnato, te ne do uno asciutto!!

Lui:” AAAAAAAAAH!” ( Urlo di un personaggio di un film Horror che sta per essere esorcizzato.).

Pomeriggio, al mare:

“Mario aspetta che ti sistemo bene il gelato”

Lui:” AAAAAAAH!” ( stesso urlo di prima).

Stasera, buio pesto:

“Mario non puoi andare in spiaggia, è buio e poi ti ho già fatto la doccia!”

Lui:” AAAAAAAAH!”

Al che, da vera disprezzante di urla inutili, avrei voluto dargli un ceffone di quelli forti però, di quelli che fanno girare la testa dal forte botto, ma, si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ed io con questo genere di “fare” ( parlo degli schiaffi) non sono molto brava. Ok, nanerottolo di un metro mancato, ora ti faccio vedere io! Lo prendo in disparte e gli dico testuali parole: ” La verità è che io le tue urla non le merito affatto e tu sei un ingrato. Devo imparare a fare la mamma di una volta, quella che lava, sazia, pulisce, altro che giochini, biciclette, passeggiate e via dicendo. Perchè sono una cretina ed un’altra mamma come me non la trovi.” Mi guarda, si gira e se ne va.

10 minuti dopo, lui: “Mammina,giochiamo con le racchette??”. ” Ti ho detto di no.”

Seguono due bacini e tre scuse che ho finto di farmi scivolare addosso. Per stasera dorme dalla nonna, domani si vedrà. Da un lato ho dimostrato a me stessa che le parole funzionano più delle botte. E sono sicura che adesso lui ha capito che se io dico un no dopo 10 si non è per mio capriccio personale ma per il suo bene. Che io di rompergli le palle non ne ho proprio voglia.

Preparare la valigia per… andare al mare!!

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Ho deciso che oggi andrò al mare…finalmente una giornata che lo permette sul serio!! E poi la motivazione principale per cui è bello andare al mare adesso è che mio figlio è un po più autonomo, gioca senza problemi e sa benissimo stare a riva senza perdere l’equilibrio per ogni onda rischiando l’annegamento con 30 cm di profondita 😂😂😂😂 … certo a me fare la mamma giocherellona manca un bel pò, quindi ogni tanto mi cimento in fosse e castelli, così per non annoiarmi.
Cominciamo allora a preparare la borsa… ODDIO la borsa!!! E da dove comincio?? Se solo penso che fino a qualche anno fa scendevo in spiaggia con la borsettina di paglia, una tovaglia e il portafoglio, mi viene una nostalgia…
Allora adesso le tovaglie sono 4: due per il nano,una per me e una non si sa mai. I solari sono importantissimi: protezione 30  e 50 per il nana, non sia mai si ustioni. Un costume di ricambio per lui, cappellino e infradito. Assorbenti per me.
Ma per noi non finisce qui!! Perchè a pochi passi dal locale vive mia suocera, quindi vado da lei e ci facciamo la doccia. Quindi un cambio per me completo di vestiti, scarpe, trucco. Due cambi per lui, completo di vestiti, scarpe e spray antizanzara.
Ok forse ho finito, un trolley 6×6 metri dovrebbe bastare.

Ah, un lenzuolino. E anche biberon, latte e biscottini. Dopo una giornata al mare si spera crolli al locale prima della chiusura. Buon weekend amiche!! Per chi vada al mare, mi raccomando che non dimentichi nulla!!! 😉

La sensibilitá materna

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Non so voi, ma io, una volta diventata mamma, mi somo rincretinita.
C’era un tempo in cui da ragazzina non mi fregava del ragazzo che mi veniva dietro, dell’amica stronza, del criceto morto. Morti tutti e tre, fottetevi.
Piangere per un film? Neanche a parlarne!! Ho pianto per “La vita è bella” di Benigni per cause di forza maggiore ( nulla da contestare, questo film farebbe piangere pure Pietro Savastano di Gomorra) e credo mi sia bastata quella volta per tutta la vita.
Poi sono rimasta incinta.
Secondo me c’è una specie di pacchetto “all inclusive pregnacy”. Ovvero una volta fatto il test di gravidanza o il test delle urine e una volta che i risultati sono positivi, non solo un’altra vita ma anche un enorme senso di emotivitá si impossessano del nostro corpo.
“Auguri, sarai mamma!!” .Lacrime.
“Che bello un maschietto!!” .Lacrime.
“È nato, pesa 3,5 kili e sta benissimo!” .Lacrime lacrime.
Dice “mamma” una volta. Lacrime.
Dice “mamma” 1000 volte al giorno. Lacrime lacrime lacrime ( di esasperazione però).
Insomma è innegabile che sebbene la maternità ci renda più forti fisicamente e umanamente, invece emotivamente ci stronca proprio.  Cioè, non so voi, ma io adesso piango pure per un film!! Magari un film pure di merda, di quelli stupidi col solito lieto fine!! Pazzesco…
E già mi immagino alle recite di Natale e per la festa della mamma, ai finti diplomini all’ultimo anno di asilo per passare alle elementari….
Per questo vi dico che secondo me diventare madri porta con se un bagaglio di cambiamenti che… insomma, in questo senso è una bella fregatura. Credi di diventar donna una volta madre, credi di poter spostare il mondo per amore di tuo figlio e potresti pure farlo se necessario ma alla fine sotto c’è un’enorme sensibilitá che ti rende incredibilmente debole. C’hai messo una vita per farti spuntare le palle di un uomo e poi… puff, arrivano i figli.

La mia gestione delle faccende domestiche e di un nano giocherellone.

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Ho sempre saputo che mio figlio viene prima di tutto. Della casa, delle faccende domestiche, persino prima di me.
Quando è nato Mario per i primi 3 giorni in casa mia madre è venuta a stare da me per aiutarmi col piccolo, essendo mio marito fuori per lavoro. Lei era ossessionata dalla pulizia della casa. Finiti questi tre giorni lei è ritornata a dormire a casa sua, ma ogni santa mattina alle nove bussava per aiutarmi a sistemare casa,perchè avrei avuto un sacco di gente a casa a vedere il nuovo arrivato e per portare il regalo di nascita. Dio mio che ansia!! Mi diceva di lavarmi e sistemarmi per essere presentabile mentre lei pensava a pulire e pulire e pulire…
Ora, anche a me piace avere la casa a posto e pulita, ma ditemi un pò, che c***o me ne frega della gente che viene a rompere alle 10 del mattino dopo che io ho dormito poco per via dell’allattamento, della febbre, delle ragadi al seno e dei punti dovuti al parto???? Se trovano una mollica a terra non cade mica il mondo,no?!?!

Finito il periodo di visite mi sono dedicata interamente alla lavatrice, all’aspirapolvere e a tutti gli elettrodomestici esistenti. Ma le attività che adoravo erano legate a mio figlio. Bagnetti, pappe, giochi,chiacchiere, primi sorrisi, carezze, nanne. Mi sentivo così felice con lui in braccio sul divano mentre lo facevo mangiare o lo cullavo che tutto il resto passava in secondo piano. Sempre la mia carissima mamma spesso veniva a mezzogiorno e mi diceva:” ma ancora non hai pulito il bagno?!?!” – “Ma chissenefrega del bagno in questo momento, sono nella pace degli angeli, non l’ho mica messo al mondo per lasciarlo nella culletta da solo!!!” Per me ogni momento era buono per cullarlo, il bagno lo avrei potuto pulire anche alle 18, punto.

Quando Mario è cresciuto, ha iniziato a camminare, a giocare da solo e a guardare la tv, facevo lo stesso le pulizie senza interruzioni. Lui disastrava il soggiorno, io pulivo il resto della casa. Un giorno però ( e ve lo racconto con le lacrime agli occhi, credetemi) mi sono impegnata tutto il giorno per delle facende domestiche più approfondite. Lui mi cercava e io lo mandavo a giocare da solo. Fino a che, arrivata la sera è impazzito, piangeva non mi mollava, voleva giocare a tutti i costi e li ho capito. Praticamente lo avevo abbandonato per tutto il giorno. Mi sono sentita una merda. Un’emerita merda.

Ho giurato a lui che non sarebbe mai più successo. Ho giurato a me stessa che avrei dedicato ogni secondo della mia vita a lui, costantemente.

Oggi so quali sono le prioritá. Le sue prime esperienze e i suoi sorrisi sono le prioritá. Non voglio che ami stare fuori casa solo perchè a casa con mamma è un palla totale. Voglio che stia bene anche in casa.
Ho imparato a coinvolgerlo in tutto, cuciniamo insieme, pasticciamo e ci divertiamo.
Ho imparato che in una bella giornata di sole si esce in bici o in spiaggia, le faccende di casa possono aspettare.

Avere una casa pulita e linda è un piacere per tutte. E per chi non lavora è anche un pò una mania perchè se vede qualcosa di sporco o fuori posto va subito a lavarlo o sistemarlo.
Spesso sento in giro mamme che si lamentano perchè i figli sono irrequieti e non le lasciano pulire in pace. Da quando le pulizie sono una priorità adesso??! Priorità è mantenere un ambiente a prova di bambino, questo si, ma mooolte altre cose possono aspettare.

Per esempio oggi è una giornataccia: troppe cose da fare in un sol giorno dopo un weekend decisamente impegnativo. E domani sono di nuovo in missione al centro commerciale per vestire il marito che odia lo shopping.

Ma, non me ne voglia la lavatrice, per oggi la userò una volta sola. Perchè ho giurato al nano che lo avrei aiutato a costruire un garage grandissimo per le sue macchinine. 😉

Martina

Per le future neo mamme: lasciate perdere tutto e fatevi forza.

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Sapete, questa mattina per l’ennesima volta leggevo un articolo sulla mala sanità nei reparti di ostetricia e ginecologia. Sapete, a me fanno schifo queste situazioni, le loro parole, a me fanno schifo.
Sapete, quasi penso che sul serio possiamo affidarci solo a noi stessi e a nessun altro. Crediamo di vivere in una sociatà che funziona, che se dobbiamo tagliare i capelli c’è la parrucchiera di fiducia, se abbiamo bisogno di farmaci ci sono le farmacie di fiducia, se abbiamo un malore c’è l’ospedale. Ma forse è meglio restarci a casa, con le nostre doppie punte e i nostri dolori. Ho sempre pensato che per fare certi mestieri come il chirurgo o l’ostetrica, quello che esiste di base è una vocazione. Aiutare la gente, curarla, accudirla non è una cosa per tutti, ci deve essere per forza qualcosa sotto, una spinta, una vocazione appunto, che ti da la forza di fare questo mestiere.

Penso a tutte le donne incinte in questo periodo, che leggendo questi articoli non possono che essere terrorizzate!

Vi racconto un pò la mia esperienza. Ho partorito all’ospedale di Agrigento dopo una gravidanza serena e senza disturbi.  Ho trovato un reparto preparato, competente e gentile che mi ha aiutato a partorire senza traumi particolari. Ho un ricordo bellissimo di questa esperienza giá bella di per sè.
Ma ad oggi sono fermamente convinta che la cosa che più mi ha aiutato in quella calda giornata di Agosto è stata la mia capacitá di mantenere la calma il più possibile. Ancora oggi, dopo quasi 3 anni ribadisco che la mia serenità ha aiutato un pò tutti, me e i medici compresi, affinchè mio figlio nascesse bello come il Sole.

Quello che voglio dirvi è, future mamme, fatevi coraggio. Non abbiate paura, confidate nella natura e soprattutto fate affidamento e forza solo su voi stesse. Abbiate il buon senso di soffrire con orgoglio, pensando come me ” prima o poi questo dolore finirá e io avro messo al mondo una creatura nuova e bellissima!”.

Incrocio le dita con voi e per voi. Date voi un senso al vostro parto, date voi un’ importanza al vostro corpo pronto per fare l’esperienza più bella che ci sia.

E in queste ultime settimane di aspettativa evitate gli squallidi racconti di chi vuole solo spaventarvi, evitate gli articoli di cronaca che parlano di mala sanitá. Sfuttate la gravidanza come un periodo per sviluppare auto-controllo e coraggio. Ma soprattutto preparatevi perchè il cuore vi esploderá di amore nel preciso istante in cui darete l’ultima spinta.

Attaccamento eccessivo alla madre: ci sono passata anch’io…

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Molte la chiamano scherzosamente “Mammite”. Anche io la chiamavo così. Ricordo ancora le telefonate dei nonni: “Martina, corri che Mario ha la mammite!!”.
Solo adesso che mio figlio è uscito con lo zio,mollandomi alla mia solitudine tanto bramata, ho capito che è finalmente guarito. Che ha staccato il suo cordone ombelicale intendo. Non del tutto ma in buona parte almeno.
Mettete in conto che mio figlio è da sempre stato un gran mammone. Ma non come tutti gli altri, come è normale che sia in fondo, lui era legato a me in maniera del tutto morbosa. Già nelle sue prime settimane, piangeva se non aveva me accanto, non mangiava se non ero io a imboccarlo, non dormiva se non ero io a cullarlo. Era completamente fuori discussione lasciarlo con i nonni anche solo il tempo di fare la spesa o di spuntare un pò i capelli. Gli bastava non vedermi per più di 5 minuti per scoppiare in lacrime. Per mia madre è sempre stato un problema, non solo perchè in tal modo non poteva tenere il nipotino un pò con sè ma perchè essendo lei molto portata alla negativitá pensava che se avessi avuto bisogno di allontanarmi un pò per questioni lavorative o di salute, il problema si sarebbe rivelato inrisolvibile. Mia suocera invece, in buona fede, ha sempre detto che prima o poi sarebbe passato questo periodo, che tutti i bambini sono legati alla madre, chi più e chi meno.

Io ho commesso un errore gravissimo in tutto ciò: ci ho provato a staccarlo, a lasciarlo con i nonni ma tornavo a riprenderlo dopo pochi minuti inesorabilmente, convinta che per lui la mia presenza  fosse più un capriccio che un bisogno. Mi preoccupavo per lui, pensavo che di questo passo non avrebbe nemmeno frequentato l’asilo.
Ahimè, questo mio comportamento ha peggiorato la situazione. Più mi allontanavo, più si attaccava e di questo passo siamo entrati in un vortice infinito. Ho mollato la presa, accettando questo legame morboso.

Si perchè misá che mentre cercavo di allontanarmi un pò da lui nello stesso tempo lo spaventavo a morte. In questo modo la sua paura di perdermi o non avermi con sè  peggiorava di gran lunga.

Ho sentito parlare molte mamme nei loro blog o nei loro stati su Facebook di questo problema e loro chiedono pure se esiste un rimedio. Oggi, per esperienza personale, posso dire che un rimedio c’è e consiste in 2 punti:
1.  ESSERCI : sempre, in qualsiasi momento, per fargli capire che si siamo e sempre ci saremo.
2. ASPETTARE con pazienza che crescano e capiscano da soli che anche se ci allontaniamo torneremo sempre. Come ha detto  Sandra Bullock in un’intervista, ” le mamme tornano sempre.”

L’impossibile shopping insieme ai figli-trottola !

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Per me è un’abitudine uscire col nano dietro. Dovunque io vada lui viene sempre con me, che sia al supermercato o a prendere un caffè con le amiche, ormai sono proprio abituata alla sua presenza costante tanto che spesso penso che senza di lui potrei rilassarmi di più anche solo nell’acquistare lo zucchero al supermercato. Ma quando non c’è mi sento con un pezzo in meno, come se fossi uscita senza cellulare o senza orologio. Ormai da quando è nato, lui è coinvolto totalmente nelle mia attività. E devo dire che fino al compimento del suo primo anno di età andava anche bene, essendo stato un lattante molto tranquillo. Il problema vero è iniziato quando lui si è messo a camminare e ad esplorare. Adesso ogni cosa con lui è diventata una lezione di crossfit in palestra con tanto di sudore e stanchezza. Ok lo ammetto, non ho mai praticato questo sport ma ho assistito ad alcune lezioni e mi rendo contro che è una disciplina decisamente faticosa. Ma mai quanto lo è fare shopping al centro commerciale con Taz ( Tazmania) dietro. Oddio mi viene da vomitare solo al pensiero. Fino a ieri mattina ero al centro commerciale con Mario e mia madre e in due non riuscivamo a tenergli testa e a fare un acquisto decente. Misure non cercate con attenzione, magliette volanti tra un insegiumento del fuggitivo e l’altro, ma soprattutto ( la cosa più imbarazzante di tutte) fare suonare l’allarme del negozio nell’insegiumento stesso perche hai addosso un capo in prova.
Addirittura una volta è fuggito lui dal negozio con una felpa addosso e non riuscivamo ad acchiapparlo.
E poi la gente ha pure il coraggio di guardarmi di traverso se mi permetto di dire che un giorno comprerò una pettorina per cani e lo attaccherò al carrello!!! E che cazz!!
In sostanza oggi qualcosina sono riuscita a comprarla, per me, per lui e per il padre. Pensate che mentre provavo un paio di pantaloncini lui passava sotto i pannelli degli spogliatoi e mi spuntava in mezzo alle gambe di punto in bianco. E vi dico, non sempre trova il camerino giusto…!!!

L’impresa del giorno comunque si è rivelata più ardua del solito. Fortunatamente non solo per me ma anche per lui. Perche alle 19 è crollato sul divano, svenuto dalla stanchezza…. e avrei voluto accasciarmi anche io con lui ma dovevo ancora preparare la cena. 😧
Martina